Digital Foundry ha messo alla prova Wuchang: Fallen Feathers su PS5, PS5 Pro e Xbox Series X|S, evidenziando luci e ombre del soulslike sviluppato in Unreal Engine 5 e ambientato in Cina. L’analisi conferma la presenza di tre modalità grafiche su tutte le console: Performance (60 fps), Balanced (40 fps) e Quality (30 fps). Tuttavia, la modalità Balanced, su TV a 60Hz, non si blocca a 40 fps ma lascia il frame rate sbloccato, provocando frequente screen tearing: per questo è consigliata solo su display a 120Hz.
La celebre redazione inglese ha però evidenziato che le differenze visive tra le tre modalità sono minime, limitandosi a leggere variazioni nell’occlusione ambientale e nella distanza di rendering della vegetazione, con la vera discriminante che è la risoluzione: su PS5 e Xbox Series X, Performance utilizza una risoluzione dinamica che parte da 864p (fino a 540p nei momenti più pesanti) upscalata fino a 1800p; Balanced si blocca a 810p; Quality arriva a 1188p. La modalità Performance, pur più sfocata, resta la più consigliata per la sua fluidità, cruciale in un action di questo tipo.
PS5 ha un leggero vantaggio in stabilità rispetto a Series X, soprattutto nei salvataggi automatici, mentre la Quality, oltre al limite di 30 fps, soffre di frame pacing irregolare e motion blur invasivo. Passando a PS5 Pro, Wuchang: Fallen Feathers mantiene la stessa qualità visiva e risoluzione di output della PS5 base, ma offre frame rate più stabile e risoluzione nativa media leggermente superiore. Series S, invece, è la più penalizzata: in Performance parte da 648p e disattiva completamente Lumen GI e riflessi, compromettendo la resa grafica; Balanced e Quality mantengono questi effetti ma restano su risoluzioni più basse (540p fissa per Balanced e 756p dinamica per Quality).
Tutte le console permettono di sbloccare il frame rate, ma Digital Foundry sconsiglia l’opzione a causa dell’instabilità generale. In sintesi, Wuchang: Fallen Feathers presenta un mondo artisticamente curato e molte opzioni tecniche, ma nessuna console riesce a evitare compromessi pesanti; la modalità Performance resta l’opzione più solida, pur con i limiti legati alla bassa risoluzione e al frame pacing.
