Già da diversi mesi a questa parte sono letteralmente scoppiati dei casi di discriminazioni se non addirittura molestie sistematiche a vari dipendenti dell’industria videoludica, grazie anche al lavoro di raccolta di informazioni e testimonianze svolto da vari portali di informazione del settore.
Al problema tipico del settore videogiochi riconducibile al crunch, si devono quindi aggiungere problematiche relative a discriminazioni, comportamenti tossici, molestie e veri e propri abusi nei confronti delle persone dell’industria, in modo particolare nei confronti delle donne, ma anche nei confronti di persone omosessuali e transgender.
Dopo le varie problematiche che deve affrontare Ubisoft, ora è scoppiato il caso all’interno di Activision Blizzard e più di recente sono emerse informazioni decisamente particolari e controverse su una cosiddetta Suite Cosby, in cui si riunirebbero sviluppatori e dirigenti di varie aziende per effettuare festini hot e di dubbia moralità.

Ebbene, proprio in un periodo scottante come questo, Phil Spencer, capo della divisione Xbox, ha dichiarato con un recente tweet di aver appena avuto una discussione energica con Women in Gaming, una comunità Xbox composta da dipendenti dell’azienda uniti al fine di celebrare l’importanza e il potere della donna all’interno dell’industria videoludica.
Il dirigente, infatti, è sempre stato molto attivo sia con le dichiarazioni pubbliche che con i fatti internamente all’azienda sulla questione della parità di genere e sull’importanza dell’incontro tra culture diverse e punti di vista differenti.
Spencer ha spiegato di aver imparato molto nel corso dagli anni con le discussioni intrattenute con Women in Gaming, dichiarando poi di voler condividere il proprio supporto nei confronti di tutte le persone che hanno subito esperienze di molestie o discriminazione.
Abbiamo riportato proprio qui sopra nell’articolo il tweet condiviso da Phil Spencer sulla nota piattaforma social, in occasione di sensibilizzare ulteriormente sull’argomento e di far sapere l’impegno di Xbox e Microsoft sulla questione.
