Nella giornata di ieri, 1 settembre 2020, è stato presentato Nvidia RTX IO, tecnologia sviluppata in collaborazione con Microsoft DirectStorage che promette di portare le performance PC vicine a quelle del tanto chiacchierato SSD di PlayStation 5.
Un’idea che ha trovato ben poca eco in un mercato che preferisce focalizzarsi sulle nuove CPU ad architettura Ampere, ma che potrebbe portare a un cambio epocale.
L’idea fondamentale è quella di avvicinare, mediante Nvidia RTX IO, la gestione dei dati alle elaborazioni svolte dalla GPU, andando a bypassare ogni passaggio intermedio che ogni passaggio intermedio, cosa che solitamente i PC sono costretti a fare rallentando le operazioni in confronto a un hardware con accesso diretto all’archivio, come accade con le console PlayStation 5 e Xbox Series X.
Va tenuto conto di come questa tecnologia Nvidia sviluppata in stressa collaborazione con Microsoft al fine di sfruttare il DirectStorage, tecnologia già presente su Xbox Series X, il che rende possibile che elementi di questa evoluzione già trovino posto sulla citata console next-gen, in termini di integrazione SSD/GPU.
“Con DirectStorage i tempi richiesti dai giochi si riducono, si abbassano i tempi di caricamento, i mondi virtuali possono divenire più vasti e dettagliati, con uno streaming fluido e privo di blocchi” ha dichiarato Bryan Langley, Group Program Manager di Windows Graphics and Gaming.
In parole semplici, Nvidia RTX IO permette il trasferimento dei dati compressi da DirectStorage direttamente su GPU, che andrà a leggerli cosi come sono ed effettuando la decompressione in real time, rendendo più veloce ed efficiente il processo di gestione dei dati streaming. L’uso della GPU per la decompressione dei dati scarica inoltre del lavoro dalle spalle della CPU, liberandola da parte del peso del proprio lavoro.
Parrebbe che tale tecnologia richieda per forza l’utilizzo di una SSD NVMe, tuttavia rappresenta un’importante passo avanti nella gestione dati su PC, anche se potrebbe metterci del tempo a prendere piede vista la scarsa diffusione di tale tecnologia di memoria a stato solido.
“L’API DirectStorage è archittettata in modo tale da considerare la necessità di caricare e decomprimere migliaia di blocchi di dati per ogni singolo frame, massimizzando le performance in tutta la pipeline dal drive NVMe alla GPU”.
Il tutto si ottiene: “Riducendo l’overhead su ogni richiesta all’NVMe, consentendo diverse richieste IO in parallelo nel medesimo momento in batch che possono essere consegnate in maniera efficiente alla GPU dando ai giochi un controllo granulare più specifico sulle richieste di accesso, anziché agire in grossi blocchi staccati”.
Ovviamente va ancora valutato il modo in cui tutto ciò si riflette sulle performance dei giochi per PC, ma è chiaro che anche tale settore va muovendo grandi passi in direzione d’un ottimizzazione della gestione dei dati in linea con quanto stiamo vedendo accadere con PlayStation 5 e Xbox Series X.
L’API DirectStorage è prevista in preview nel 2021 e sarà completata, si stima, nel corso del 2022, il che significa che ci vorrà tempo prima di veder applicare tale tecnologia. Nvidia tuttavia sembra già pronta per sfruttare al massimo questa tecnologia con RTX IO e con buone probabilità anche la concorrente AMD sarà al lavoro su tecnologie simili.
La tecnologia Nvidia RTX IO sarà supportata, a quanto fa sapere l’azienda, anche dalle GPU con archittettura Turing, vale a dire le schede della serie GeForce RTX 2000 (2060, 2070 e 2080).

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