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Recensione | Neofeud

Arriva dalle paradisiache Hawaii il titolo indipendente sviluppato da Christian Miller. Neofeud porta con se il duro lavoro di uno scrittore e programmatore e cerca, nel suo piccolo, di trovare il suo spazio tra le infinite avventure grafiche che popolano lo store di Steam. Neofeud è un’avventura dall’amaro gusto Distopico con quel tocco di Noir che ci riporta a Blade Runner, lasciando spazio ad un cyberpunk molto marcato.

Attention all the planets of the solar federation

Che opere del calibro di Blade Runner siano capaci di ispirare le generazioni future ne abbiamo avuto esempio in innumerevoli opere. Neofeud fa parte di una larghissima cerchia di avventure grafiche dai toni distopici che si rifanno alla pellicola di Ridley Scott o alle pagine di George Orwell con il suo 1984. L’immagine di un mondo sviluppato a tal punto da ripudiare la morale stessa in favore del freddo calcolo è una tematica ricorrente e sempre affascinante, al punto da fare gola anche allo scrittore Hawaiano Christian Miller che, dopo la sua giornata lavorativa come insegnante di Robotica, ha deciso di dilettarsi nello sviluppo della sua storia. Neofeud si presenta come la più classica delle avventure grafiche ma è chiaro sin dai primi click che il titolo non riesce a stare al passo con i tempi, neanche minimamente.

Interamente sviluppato in 1366×768, Neofeud farà subito storcere il naso agli utenti più esigenti a causa dell’evidente dissonanza tra i dispositivi moderni e la risoluzione nativa del titolo che ci costringe ad utilizzare solo una parte del nostro monitor e, anche in quel caso, il supersampling non aiuta minimamente. Lo sviluppo narrativo segue perfettamente i canoni del suo genere senza troppi colpi di testa, da una vita tranquilla, quasi in rovina, con un background oscuro e pieno di errori, il nostro personaggio si ritrova a combattere contro la fredda istituzione che tratta esseri umani e robot come se fossero meri numeri.

Nulla di nuovo sotto il sole insomma se non per quel tocco di avvincente carisma che pervade il nostro protagonista che, in netto contrasto con l’ambientazione cyberpunk sembra uscito direttamente da L.A Noir con l’aggiunta di un braccio cibernetico. Riuscire a innovare in questo genere è davvero difficile e, a patto di non avere tra le mani la fatidica gallina dalle uova d’oro, è quasi impossibile riuscire a stupire con colpi di scena di sorta o stili narrativi particolari. Neofeud non si ispira però soltanto a opere quali 1984 e Blade Runner ma cerca di inserire un argomento in passato sottovalutato e che soltanto oggi riesce a destare interesse in modo più mirato. Stiamo parlando della componente politica, Neofeud riesce infatti a trasmettere non soltanto l’idea di una struttura sociale estremizzata e calcolatrice ma inserisce anche un contesto politico fatto di figure oscure che mirano al controllo attraverso sotterfugi ed intrighi. L’ispirazione da Game of Thrones e House of Cards è quindi servita su un piatto d’argento e, come si suol dire, tutto fa brodo.

We have assumed control

Se da un punto di vista puramente letterario un’opera come Neofeud può risultare interessante o addirittura avvincente, lo stesso non si può dire analizzando il titolo da un punto di vista puramente videoludico. Neofeud non riesce infatti ad infondere il valore di una storia ben scritta in quella che è l’essenzialità delle interazioni del videogioco, traducendo l’esperienza di gioco in qualcosa di scomodo ed incredibilmente macchinoso. La gestione dei menù e dei controlli risulta infatti grezza e poco curata, così come quella dell’inventario e delle azioni da compiere con gli oggetti in nostro possesso. Giostrarsi tra le varie opzioni ed i movimenti del personaggio diventa così motivo di disturbo, quasi un fastidio, un prezzo da pagare per vedere come va avanti la storia, sintomo di un lavoro di game design non proprio brillante. La stessa precisione del puntatore non risulta soddisfacente, costringendoci a calcolare al millimetro l’area sulla quale cliccare per eseguire un’azione, cosa non facile data la risoluzione obbligata. Neofeud inciampa dunque nel momento più importante dell’analisi, ovvero il passaggio da storia a videogioco, trasformando una storia interessante in un’esperienza anacronistica e poco stimolante.
I diversi puzzle, sparsi nel corso del gioco, non ci sono sembrati particolarmente difficili anzi, spesso e volentieri l’unica vera difficoltà era riuscire a cliccare nel posto giusto lottando contro precisione del puntatore.
Anche lo stile grafico, in netta contrapposizione con l’idea futuristica del gioco va a creare una dissonanza. L’intero titolo presenta infatti quei tratti caratteristici che troveremmo sui vecchi giochi in Flash su Browser e non su un titolo odierno. Anche le animazioni ed i movimenti dei personaggi risultano incredibilmente innaturali, frutto di uno sviluppo svolto da una sola persona. Insomma, Neofeud è un prodotto da dimenticare dal punto di vista tecnico e, pur considerando il “fattore indipendente” non è facile accettare una resa così bassa. Anche il comparto sonoro non brilla per qualità a causa di una colonna sonora incredibilmente invadente e fastidiosa che spesso confonde il giocatore e risulta essere fuori luogo nella maggior parte dei casi. L’unico sprazzo di luce è dato dal Voice Acting dei personaggi, questa volta interessante, che va ad esaltare il carisma del protagonista sebbene gli altri personaggi risultino leggermente piatti. Nel complesso, Neofeud è un titolo da sperimentare senza troppa fretta e, armati di santa pazienza, può anche regalare una bella esperienza in termini narrativi. Neofeud va dunque a gonfiare quella parte dello store di steam che rende omaggio al distopico e, grazie alle sue tematiche profonde, prova a smuovere quelle che sono le acque del settore. Siamo ben consci delle difficoltà nello sviluppo di un titolo quando si tratta di one-person-team eppure Neofeud non è riuscito a convincerci su troppi frangenti per promuoverlo così com’è. Resta comunque un titolo da tenere d’occhio in periodi di saldi in quanto il setting narrativo ci è piaciuto davvero molto.

PRO:

  • Trama Interessante e ben scritta
  • Protagonista carismatico e dissonante
  • Tematiche profonde

CONTRO:

  • Sistema di controlli da dimenticare
  • Tecnicamente sotto i più rosei standard
  • Poco innovativo
  • Puzzle troppo semplici

Versione Provata: PC
Voto: 5