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The Darkest Tales, la recensione della favola dark italiana

C’era una volta, tanto tempo fa, un grosso lupo cattivo. Esisteva anche un fagiolo magico. Il lupo venne usato come scaletta per i livelli superiori, mentre il fagiolo venne infestato dagli insetti. In tutto questo, un tenero orsacchiotto finì per menare le mani come un fabbro. Trinity Team, già noto per aver dato vita al titolo indie “Bud Spencer & Terence Hill: Slaps and Beans”, torna insieme al publisher 101XP con una nuova IP: The Darkest Tales , action-adventure 2D con elementi platform. Vi raccontiamo nella nostra recensione cosa abbiamo pensato di questo nuovo titolo tutto italiano.

 

The Darkest Tales, le fiabe rivisitate in versione dark

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The Darkest Tales è la storia di una piccola bambina, Alicia, finita in un luogo oscuro, prigioniera dei suoi stessi sogni trasformati in terribili incubi. La fata Lucina che veglia su di lei si accorge del pericolo che la bambina corre, ma da sola non può niente: serve l’aiuto di qualcuno che, tanto tempo fa, era il compagno dei sonni di Alicia. L’orsacchiotto Teddy però giace abbandonato in un baule polveroso, dov’è diventato burbero e disilluso, lontano dall’essere il migliore amico dei giochi della piccola. Nonostante sia un giocattolo dimenticato, dopo molti battibecchi con la fata Lucina che lo risveglia dal suo sonno, il temibile orsetto si rende conto di voler comunque bene alla sua padroncina e accetta di lanciarsi in una pericolosa avventura per salvarla, attraversando il classico mondo delle fiabe conosciuto da tutti dipinto in chiave violenta, cruenta e decisamente più oscura.

 

Un approccio originale

Trinity Team pare voler proporre un’avventura ispirata a produzioni come Ori and The Blind Forest e Hollow Knight, ma The Darkest Tales si allontana dagli elementi più metroidvania ed è a tutti gli effetti un action-adventure con elementi platform a scorrimento laterale, che si svolge in vari stage, non troppo longevi ma convincenti. Per esplorare i livelli e affrontare i nemici in The Darkest Tales avrete a disposizione il classico set di abilità di movimento: salto, doppio salto, scatto (che vi rende immuni durante l’esecuzione), il wallclimb sui muri ed un rampino che permette di rimanere sospesi in aria per qualche secondo. Come in Hollow Knight, le azioni disponibili dopo aver lasciato il terreno sono molte (salti consecutivi, uno scatto ed il rampino) e rendono l’esplorazione fluida e coinvolgente. Teddy ottiene piuttosto rapidamente varie abilità che servono nelle parti platform e che possiamo migliorare tramite un albero dei talenti, proprio come in un RPG. Le armi che abbiamo a disposizione all’inizio sono “solo” un paio di temibili forbici che l’eroico peluche usa come doppia arma, separandone le lame. Queste armi si potranno livellare, e col tempo arricchiremo il nostro arsenale di nuovi oggetti utili, come un arco, un’ascia, una lancia e addirittura un boomerang. Ci saranno anche varianti di tutte queste armi, che ci consentiranno di personalizzare al massimo lo stile di combattimento, un’opzione di non poca importanza. Teddy ha una barra della vita ed un contenitore di mana, che viene usato in maniera non troppo dissimile da Hollow Knight. Quest’ultimo si riempie ogni volta che sconfiggiamo dei nemici o colpiamo i boss e può essere utilizzato per ripristinare una sezione della barra della vita. In alternativa, possiamo creare uno scudo per proteggerci dai colpi o caricare le nostre armi con essa, producendo colpi potenziati che danneggeranno maggiormente i nemici. Spesso in The Darkest Tales non potrete saltare i combattimenti contro i nemici più deboli – entrando in determinate sezioni dei livelli, compariranno delle barriere che non si distruggeranno finché non avrete eliminato tutti i nemici nell’area. Se l’impresa dovesse farsi troppo difficile potrete sempre cambiare il livello di difficoltà. In The Darkest Tales abbiamo anche un sistema di rune e slot : ci sono 24 potenziamenti nascosti tra i livelli. Bisognerà però far attenzione a quali equipaggiare, perchè gli spazi disponibili sono solo 6 e si sbloccano man mano che la storia procede. Eliminando i nemici e guadagnando abbastanza esperienza, Teddy migliora le sue abilità offensive e la capacità di trasformare il mana accumulato in energia vitale.

 

Virtuoso, con alcune pecche migliorabili

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Il comparto artistico e tecnico di The Darkest Tales si distingue per l’atmosfera da favola creata unendo la grafica delle illustrazioni dei libri per bambini ad un comparto 3D che rende bene la consistenza dei materiali come legno, pelo, tessuto, etc. I colori pastello con qualche tocco acquarellato qua e là (in ricordo di Child of Light) rendono l’atmosfera ancora più onirica e distaccata dalla realtà. Il design dei livelli è a volte ripetitivo invece, con poche variazioni tra i nemici più deboli. Tutto ciò si accompagna ad una gestione del movimento resa fluida dal motore di gioco reattivo. Tra salti e sprint, abbiamo osservato buone risposte ai comandi. E’ consigliato l’uso del pad anche su PC per migliorare l’esperienza complessiva. L’unico problema riscontrato durante la nostra partita è stato un bug alle meccaniche di danno durante alcuni boss, che facevano andare alcuni colpi a vuoto. Speriamo in una patch in arrivo a breve, per poter porre fine a questi bug e avere un’esperienza ancora migliore. The Darkest Tales è in inglese, con sottotitoli e interfaccia in italiano, ed ha una longevità che in base alla difficoltà va dalle 10 alle 12 ore circa.

Versione testata: PC
Piattaforme: Nintendo Switch, PlayStation 4, Xbox One, PC

Commento Finale

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Erika Berselli

Erika Berselli

Giocatrice di ruolo e videogiocatorice vorace. Le piace sparire dal vivo quanto fare il ladro o muoversi nello stealth. Amante degli horror (nonostante poi non ci dorma per sua stessa ammissione) e dei gdr.

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