A distanza di 4 anni dalla prima pubblicazione, The Book of Unwritten Tales 2, fa la sua comparsa sull’eShop di Nintendo Switch. Realizzato dalla software house tedesca King Art Games, ll gioco è il sequel di The Book of Unwritten Tales, titolo punta e clicca in stile fantasy pubblicato nell’ormai lontano 2009 per PC. Questa nuova versione per Switch si presenta come un porting nudo, senza particolari aggiunte rispetto alle altre piattaforme. Ispirato nelle sue meccaniche ai classici del punta e clicca di stampo LucasArt, il gioco prende a grandi mani dalla saga di Monkey Island, omaggiando l’opera di Ron Gilbert pur riuscendo comunque nel risultare originale.

ERAVAMO QUATTRO AMICI ALLA LOCANDA

La storia di The Book of Unwritten Tales 2 incomincia esattamente laddove finiva il precedente capitolo. L’archeologo gremlin Mortimer McGuffin scopre un potentissimo artefatto in grado di conferire potere assoluto a chiunque lo utilizzi, causando così una guerra fra razze per contendersi il misterioso manufatto. Quattro eroi da sbaraglio, ovvero Nate, un umano poco raccomandabile, Critter, un pelosissimo e taciturno mostro rosa, Ivo, un’altezzosa principessa elfa ed infine Wilbur, uno sbadatissimo gnomo, si ritrovano catapultati dal nulla nel bel mezzo della battaglia. Dopo tante avventure, i quattro riescono finalmente a porre fine al conflitto, riportando così la pace in tutta Avantesia. Anni dopo, i quattro sembrano essersi lasciati alle spalle i brividi e la frenesia delle avventure passate, ma la quiete è destinata a tramutarsi ben presto in una nuova tempesta. Mentre Ivo dovrà fare i conti con una madre autoritaria e un promesso sposo poco gradito, Wilbur si ritroverà ad insegnare in una scuola di magia senza alcuna competenza in materia. Non se la passano di certo meglio Nate e Critter, finiti per essere prigionieri di una banda di pirati.

Pur rispettando i temi canonici del fantasy, a caratterizzare The Book of Unwritten Tales 2 è sicuramente l’elemento humor. I protagonisti, infatti, ricalcano gli stereotipi delle classi tipiche dei gdr fantasy, mescolando gag irriverenti a dialoghi dai toni più maturi, pur mantenendo sempre una certa vena ironica. Ad impreziosire il titolo di King Art Games le spassosissime citazioni al mondo dei videogames e del piccolo e grande schermo, disseminate un po’ ovunque e in modo brillante, sia nei dialoghi, sia negli oggetti che raccoglierete man mano durante l’avventura. Si parte da Harry Potter per arrivare fino a Il Trono di Spade. (sfidiamo chiunque a non aver riconosicuto la parodia nei titoli di apertura!).

IL SIGNORE DEI TRANELLI

Come ogni punta e clicca che si rispetti, anche in The Book of Unwritten Tales 2 ci troveremo davanti ad una serie di enigmi risolvibili interagendo con gli oggetti e dialogando con i personaggi presenti nei vari scenari. Ad ogni capitolo interpreteremo un personaggio diverso, tramite gli analogici possiamo spostarci fra le stanze alla ricerca di qualcosa che possa tornarci utile. Con B possiamo studiare l’oggetto o la persona che si trova nelle vicinanze, mentre con A possiamo aggiungere tale oggetto al proprio inventario oppure intavolare una nuova discussione con gli NPC nella stanza.

Non mancherà la possibilità di combinare oggetti tra loro all’interno dell’inventario, così da crearne di nuovi utili per risolvere i rompicapi. La complessità degli enigmi è sicuramente sfidante, ma non proibitiva. E’ sempre comunque possibile ricorrere al tasto X per evidenziare tutti i punti di interesse nello scenario e facilitare il lavoro di ricerca degli indizi. Purtroppo non è possibile sfruttare il touch screen di Switch, costringendo così il giocatore a ricorrere ai tasti fisici anche se si sta giocando senza il supporto della dock. Nonostante ciò, The Book of Unwritten Tales 2 rimane perfettamente godibile anche sulla console ibrida Nintendo.

Nonostante un character design non propriamente ispirato, la resa grafica di The Book of Unwritten Tales 2 è il fiore all’occhiello di questo sequel. Se, infatti, i modelli dei personaggi presenti nel gioco non brillano di certo per originalità, a colpire è sicuramente il lavoro svolto a livello grafico, dai coloratissimi fondali delle ambientazioni alle animazioni. Questa nuova versione per Switch non sfigura di certo rispetto alle controparti per PS4 e Xbox One, garantendo un’ottima resa sia se giocato collegando la console al televisore, sia in modalità handled. Da segnalare, infine, il comparto sonoro, caratterizzato da un ottimo doppiaggio in inglese (il gioco è comunque interamente sottotitolato in Italiano) e da una azzeccatissima colonna sonora orchestrale. Data la natura di sequel, è bene segnalare che per godere al massimo il titolo e per comprendere appieno i dialoghi, è consigliabile aver giocato l’originale. L’assenza del primo titolo della saga dal catalogo di Switch non gioca a favore dell’utenza Nintendo, che però non deve farsi intimorire: The Book of Unwritten Tales 2 rimane comunque un titolo meritevole di essere giocato.

PRO

  • Trama originale e dialoghi da sbellicarsi
  • Ottimo per i nostalgici del punta e clicca
  • Graficamente è una gioia per gli occhi…

CONTRO

  • …ma il character design lascia un po’ a desiderare
  • Funzionalità di Nintendo Switch non sfruttate
  • Può risultare ostico a chi non mastica il genere

Versione provata: Nintendo Switch

Versioni disponibili: PC, Mac, PS3, Xbox360, PS4, XboxOne, Wii U

Voto 7,5

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