Capita talvolta che dal panorama dei giochi per tablet e cellulari qualche titolo si faccia avanti per proporsi sul mercato pc e cosole. Data l’enorme diversità delle caratteristiche che determinano il successo su di una di queste piattaforme, l’operazione non è sempre automatica, tuttavia in questo caso ci sono due aspetti fondamentali, che spesso sono apprezzati su qualsiasi sistema vengano proposti: musica e immediatezza.

Groove Coaster è un gioco musicale, tanto scarno ed essenziale nella grafica, quanto elaborato nella colonna sonora. Tanto semplice da giocare, quanto impegnativo da padroneggiare. Un dualismo che almeno nel comparto tecnico può sembrare molto netto, ma che riesce ad offrire molto divertimento in quello ludico.
L’utente deve semplicemente seguire un’icona che si sposta lungo una linea, premendo i pulsanti corrispettivi mentre questa passa in concomitanza di alcuni punti corrispondenti ad un comando. Tutto qui. Pare semplice, eppure la difficoltà è la stessa riscontrabile nel fare buona musica: andare a tempo. La colonna sonora infatti è sincronizzata sulla comparsa dei comandi sulla linea, pertanto diventa imperativo seguire il ritmo, come se si stesse suonando una strumento musicale, anziché giocando ad un videogioco. I meno avvezzi alla musica possono aiutarsi semplicemente premendo i pulsanti quando l’icona si sovrappone al comando lungo la linea, ma rimane un grande aiuto stare al passo delle note musicali, scandite co la perfezione di un metronomo.
A complicare le cose ci sono numerosi comandi, che vanno dal premere semplicemente un pulsante, al premerne due, oppure al premerne due in contemporanea o due in una determinata direzione. La varietà è quindi molto simile a quella proposta in giochi come Hatsune Miku o Persona Dancing, rendendo Groove Coaster praticamente un emulo a buon mercato di questi.
La sua essenzialità estetica infatti sottolinea come questo gioco sia partito come semplice applicazione per cellulari, distribuita per un paio di euro e quindi sviluppata con fondi più ristretti. Nel corso di ogni partita l’intrattenimento visivo è costruito attraverso piccoli effetti psichedelici che accompagnano la corsa della nostra icona (che può avere le forme più svariate, sino ad omaggiare il draghetto di Bubble Bobble o l’astronave di Darius, dato che la casa di sviluppo firmataria è sempre Taito), tuttavia a parte un pugno di poligoni nudi e luci sfolgoranti, non c’è altro.
Al netto di questa parchezza cosmetica, Groove Coaster offre più di 35 tracce (più altre quattro circa, sbloccabili giocando) su cui cimentarsi a difficoltà variabile. Come avviene in altri giochi di questo tipo, la difficoltà Facile è la prima ad essere disponibile, lasciando a Normale e Difficile il compito di mettere alla prova i giocatori che si sentono più esperti con una quantità sempre maggiore e veloce di input da inserire in tempi sempre più stretti.
Per i neofiti infatti è bene consigliare di fare un primo giro su ogni traccia a Facile, per non incarrere in un traumatico impatto con le prove avanzate, espressamente studiate per chi ama infrangere ogni primato di bravura.
Questa sua curva di apprendimento lo rende molto coinvolgente, prestandosi per lunghe sessioni in cerca di un record da battere, così come per partite brevi e fugaci e data la durata di ogni livello, scandita da quella di un brano musicale.
Il prezzo di lancio però è inspiegabilmente alto, assestandosi sui 20 euro circa. Una cifra che non trova giustificazioni trattandosi di una conversione di un titolo tecnicamente piuttosto modesto venduto a pochi spiccioli su IOS e Android.

Pro

  • semplice, immediato ed estremamente giocabile e rigiocabile
  • ottima colonna sonora sul genere acid, techno, pop

Contro

  • graficamente troppo scarno
  • prezzo di lancio esageratamente alto per una conversione da mobile

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