Deponia è una serie punta e clicca realizzata dalla teutonica Daedalic Entertainment e che conta finora quattro capitoli pubblicati per svariate console. Incominciata nel 2012 con Fuga da Deponia, la serie non ha mai visto la luce su console Nintendo, fino allo scorso Aprile con l’esordio del primo capitolo. Daedalic si è infatti decisa a convertire i suoi gioielli anche per la console della casa di Kyoto, estendendo così la possibilità di godersi la propria avventura anche ai possessori di Switch. Nella fattispecie, in questo articolo vi parleremo del secondo capitolo, Caos a Deponia, uscito originariamente nel 2012 e giunto solo sette anni più tardi sui lidi Nintendiani. Nonostante sia stata realizzata da una realtà piccola come quella di Daedalic, la serie ha riscosso un notevole successo, strappando anche il consenso di molti nostalgici dell’epoca LucasArts, grazie ai suoi richiami ai titoli retrò di questa ondata e al suo spiccato senso dell’umorismo, figlio di quel capolavoro che fu Monkey Island.

Ritorno a Deponia

Little Venice DeponiaCome già detto in apertura, Caos a Deponia si tratta del secondo di una serie di quattro capitoli che narrano le vicende di Rufus e la caotica Deponia. Nonostante il titolo incominci esattamente dove s’era interrotto il precedente, Caos a Deponia è perfettamente giocabile anche come standalone. Il loquace protagonista, infatti, ci riassumerà in men che non si dica quanto accaduto in precedenza. Rufus si troverà ancora una volta alle prese con la temeraria e supersexy cyborg Goal e l’imminente distruzione di Deponia, città in stile steampunk nonché dimora del protagonista. Gli Organon infatti, infidi abitanti della lussuosissima roccaforte di Elysium, sono intenzionati a eliminare dalla faccia del pianeta la povera Deponia, ritenuta troppo misera e inospitale. Unica speranza di salvezza è Goal, originaria di Elysium e la sola i, grado di poter convincere i propri concittadini. Non fosse che, a causa di un malfunzionamento del processore di memoria, la povera Goal vedrà la propria coscienza scindersi in tre distinte parti, evento che la porterà a diventare ostile nei confronti di Rufus. Starà quindi al suo sfortunato spasimante cercare di riunificare i tre componenti e convincere così Goal a sgominare il piano dei temibili Organon. Per farlo però, dovrà prima esplorare il mercato galleggiante di Deponia, una versione decadente e malfamata di Venezia, alla ricerca d’indizi e oggetti utili alla sua sgangherata avventura. Come nel più classico dei punta e clicca, l’interazione con oggetti e personaggi sarà la chiave per poter raggiungere il vostro scopo.

I comandi di gioco sono semplici quanto intuitivi: con lo stick analogico è possibile muovere Rufus tra i diversi quartieri di Little Venice mentre avvicinandosi ad alcuni specifici oggetti o elementi ambientali, comparirà un piccolo menù contenente le possibili interazioni con gli stessi. Immancabile il menù dell’inventario, area in cui è possibile consultare gli oggetti raccolti durante il gioco e provare eventuali e improbabili combinazioni. Anche in questo caso è fondamentale raccogliere quanti più indizi dialogando con tutti gli NPC presenti nelle varie aree di gioco per capire come poter sfruttare una sardina infilzata in un amo, oppure un vecchio secchio di vernice bianca, evitando così d’impazzire provando infinite combinazioni a casaccio. Gli enigmi presenti in Caos a Deponia sono tutt’altro che semplici, ma non impossibili. Contrariamente a quanto accaduto con il primo episodio, ritenuto fin troppo criptico e pieno zeppo di dialoghi e opzioni fuorvianti, il bilanciamento della difficoltà di Caos a Deponia è nettamente migliorato, in favore di un’avventura tosta ma stimolante.

Conversione quasi perfetta

Lo stile cartoonesco e fumettoso dei personaggi e delle ambientazioni èRufus Goal Deponia sicuramente fra gli aspetti migliori di Caos a Deponia, che anche qui sul piccolo schermo di Nintendo Switch sfoggia tutto il suo splendore. Stile che si sposa alla perfezione con la narrativa del gioco, caratterizzata da un’alternanza fra momenti demenziali (grazie anche all’ironia pungente di Rufus) ad altri dai toni ben più drammatici e seriosi. Ce n’è davvero per tutti i gusti in Caos a Deponia, titolo peraltro interamente disponibile in Italiano, compreso il doppiaggio di buonissima fattura, un fattore da non sottovalutare vista e considerata la mole di dialoghi presenti Unica pecca di questa conversione è un piccolo problema riscontrabile nell’esecuzione di alcune azioni che, a fasi alterne, richiede la pressione ripetuta del pulsante associato per essere avviate. Tolto questo minuscolo neo, l’opera di Daedalic Entertainment non sembra sfigurare affatto sulla console ibrida di Nintendo, che vi terrà impegnati per circa una decina di ore. Terminata l’avventura, rimarrà soltanto da capire quando verranno rilasciati i successivi due capitoli anche su Switch, che paiono confermati ma che, al momento della stesura di questa recensione, non hanno ancora una data d’uscita precisa.

Piattaforme disponibili: Microsoft Windows, macOS, Linux, PlayStation 4, Xbox One, Nintendo Switch

Versione testata: Nintendo Switch

Pro:

  • Narrativa brillante e divertente
  • Longevità in linea con gli standard del genere
  • Stile grafico azzeccato
  • Interamente doppiato in Italiano

Contro:

  • Qualche problemuccio con i comandi in alcuni frangenti
  • Potrebbe risultare ostico per i neofiti del genere
  • Avremmo preferito un’edizione unificata con tutti i capitoli

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RASSEGNA PANORAMICA
VOTO FINALE
8
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Matteo Marchetti
Musicista e videogiocatore incallito. Quando non è impegnato a produrre suoni orripilanti con il suo basso, lo troverete di certo a pigiare tasti sul pad per salvare un'altra principessa o per distruggere l'ennesimo boss.