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Quanto vale il settore dei giochi in Italia?

L’Italia è una delle nazioni europee dove si pratica maggiormente il gioco d’azzardo. La spesa dei giocatori nostrani può sfiorare i 20 miliardi di Euro nel giro di appena 12 mesi. I vari operatori del settore non smettono mai di proporre novità nei palinsesti delle piattaforme di gambling e anche gli utenti più esperti finiscono dunque con l’allungare le loro esperienze di gioco per anni. Negli ultimi due anni, soprattutto, si è registrato un incremento notevole della spesa degli italiani, superiore per circa 1/5 a quella del 2018.


Il gioco online, in particolare, sfrutta al massimo il progresso tecnologico e vede come principale obiettivo quello di adoperare la realtà virtuale nel prossimo futuro. Di sicuro è stata la diffusione degli smartphone e dei dispositivi portatili ad accelerare il fenomeno. Al giorno d’oggi anche i giochi di carte più tradizionali sono accessibili mediante i casinò in rete. Nemmeno gli studiosi riescono a prevedere una deadline per questo tipo di attività sul web.

L’influenza dei più classici videogiochi è evidente. Sin dagli anni ’80 il mondo dell’intrattenimento ha iniziato a rivolgersi specialmente a prodotti elettronici prima e digitali poi. Dalla metà degli anni ’90 il gioco d’azzardo ha attecchito nella rete, precedendo anche gli stessi videogame. A rappresentare la linfa principale del panorama contenutistico dei portali di gioco sono prevalentemente le slot, che come intuibile sono facili da aggiornare. Alcune di queste sono ispirate proprio a videogiochi del passato, ma anche a film o a temi storici e culturali. Altri titoli, invece, possono essere riproposti più volte nel tempo, con qualche piccola variazione o miglioria tale da attirare anche chi conosceva già quella slot.


I giocatori italiani sembrano avere una predilezione per i giochi di carte e in particolare per il Poker, sul quale hanno iniziato a investire il doppio rispetto a qualche anno fa. D’altro canto, i giochi più famosi e popolari possono godere anche di un’app specifica e non solo di quella generica di un determinato bookmaker od operatore. Nell’arco di un mese si spendono dunque diverse decine di milioni di Euro già solo per i giochi di carte. Nel 2020 sono stati 200 per il Poker.

Quali sono, invece, le cifre che ruotano intorno agli altri giochi? Per il Bingo sono stati spesi in Italia oltre 50 milioni, nonostante i dati precedenti oscillassero tra i 30 e i 40 milioni e a dispetto della scarsa presenza di sale fisiche. A riscuotere poco successo è invece l’ippica, che ha visto una spesa inferiore ai 5 milioni. Le comuni scommesse sportive e le schedine hanno compensato andando ben oltre i 50 milioni, contro i 25 del passato. Insomma, basta osservare numeri e statistiche per rendersi conto del boom del gioco sul nostro territorio nazionale. A questo punto chiedersi come sarebbe possibile fare ancora di più può sembrare legittimo. Il settore del gioco d’azzardo è già stato in grado di superare se stesso e l’incarnazione digitale dei vari casinò ha lasciato intendere a più riprese che l’asticella può essere spostata verso l’alto contro ogni pronostico.

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Redazione

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