Manca ormai poco all’uscita di Soul Calibut VI, tuttavia il recente network test è servito a Bandai Namco per effettuare delle prove sul netcode (che sarà importante per rendere più efficiente la connessione tra giocatori in rete ed evitare il lag) e ai giocatori per farsi un’idea sul prodotto che tra poche settimane verrà pubblicato.

Come ti effettuo il rilancio – la rosa di personaggi

soul calibur viSono ormai passati sei anni da Soul Calibur V, capitolo controverso e discusso, non tanto per le sue meccaniche di gioco, forse più tecniche, ma non per questo proibitive, quanto per una serie di scelte azzardate in materia di personaggi. La rosa di combattenti di SC5 infatti era stata in gran parte cambiata sostituendo parecchie figure storiche e sostituendole semplicemente con delle varianti basate sul loro medesimo stile di lotta o mosse, ma senza una caratterizzazione degna dei predecessori. Una colpa capitale pagata forse a prezzo sin troppo duro, specie perché contenutisticamente e nella giocabilità, Soul Calibur V non era un brutto capitolo, limitando la sua colpa a non essere suadente per chi ai picchiaduro si approccia più per la storia.
Il roster di Soul Calibur 6 è palesemente assemblato per non scontentare gli appassionati e i nomi più emblematici della serie fanno qui ritorno, facendo anzi trapelare un grande timore di rinnovare dopo l’esperimento idealmente condivisibile, ma forse criticabile nella messa in atto (leggasi: giusto proporre  personaggi nuovi, ma forse nel 5 non erano state effettuate le giuste scelte di caratterizzazione). Purtroppo soddisfare tutti nel mondo dei videogiochi è come fare l’equilibrista sul filo e spesso vale il detto che “qualunque cosa fai, sbagli”, tuttavia il roster attuale è senza dubbio soddisfacente. Per chi non ha mai messo mano su di un Soul Calibur, tutti gli spadaccini presenti sapranno lasciare il segno e rendersi memorabili ed accattivanti, quindi al netto di questa prudenza al limite del fanservice, la qualità è sicuramente garantita e ciò è la cosa più importante.
Sono presenti anche ritorni eccellenti di personaggi visti una volta sola, ma dotati di grande carisma (come Zasalamel, armato di falce), così come quelli completamente nuovi (vedi Groh e Azwell). Non manca l’ospite, elemento ormai implementato per baloccare ulteriormente i giocatori e la scelta di Geralt di Rivia da The Witcher appare decisamente sensata (e non dite che non ve lo avevo detto già un anno fa), perfettamente amalgamabile nell’ambientazione di Soul Calibur come raramente si sarebbe potuto fare in un picchiaduro.

Single Player per tutti

Per quanto la beta pubblicata recentemente si sia concentrata sull’online, facciamo però anche un breve riassunto delle modalità in singolo, in quanto per molti giocatori queste sono sempre state il fiore all’occhiello di Soul Calibur. E’ confermato che anche in questo episodio non mancherà una modalità tour, in cui affrontare diverse tappe mescolando una componente ruolistica agli scontri contro la cpu. Ai comandi di uno spadaccino da noi creato, con un sistema di personalizzazione corposo, bisognerà cimentarsi in un viaggio dove ogni tappa potrà spaziare dalla classica battaglia, ad un duello ravvivato da bizzarre condizioni e modificatori assortiti, che metteranno alla prova i giocatori nei modi più creativi o “semplicemente”, li sorprenderanno portandoli a giocare in situazioni anomale. Chi ha giocato la modalità Multiverso di Injustice 2 (la quale a sua volta si rifaceva palesemente ai single player dei Soul Calibur passati) può già farsi un’idea di cosa consista. Non mancherà comunque una storia per ciascun combattente e l’arcade, pertanto anche ai meno propensi a lanciarsi nel PvP, saranno presenti comunque parecchi contenuti con cui intrattenersi.

Meccaniche e giocabilità

Ma i picchiaduristi più accaniti sicuramente si staranno chiedendo che cosa è cambiato in termini pratici e come bisognerà approcciarsi alla giocabilità di SC6. Anche su questo punto bisogna notare un volersi riavvicinare alla tradizione consolidata, per avere una base di appoggio più solida per quello che si prospetta come un mezzo rilancio della saga, data la sua assenza ormai prolungata dalle scene. La giocabilità pertanto ricalca svariati aspetti dei Soul Calibur più apprezzati, ma al tempo stesso aggiunge qualche scappatoia per renderlo appetibile anche ai giocatori alle prime armi (metafora che si presta al doppio senso data la natura del gioco).
Le super mosse Critical Edge ora sono effettuabili con una semplice pressione di tre pulsanti, senza doverla accompagnare con rotazioni veloci della levetta analogica. Non solo la loro esecuzione è più immediata, ma anche la loro efficacia risulta piuttosto ampia, specialmente come contromossa o per le cosidette “punizioni” di mosse a vuoto. Il ruolo delle Critical Edge è quindi più centrale all’interno di un processo volto a mettere nelle mani dei giocatori meno esperti una maggiore quantità di strumenti con cui potersi almeno giocare l’incontro con utenti più navigati. A conferma di ciò infatti è stata inserita anche la Reversal Edge, ovvero una posa attivabile con la semplice pressione di un pulsante; tale posa può essere convertita in un attacco simile al Rage Drive di Tekken 7 (che incassa il danno di un counter, ma senza fermare l’esecuzione dell’attacco in corsa) e che culmina in una fase al rallentatore dove si decide l’esito del colpo secondo un meccanismo simile al “carta sasso forbice”. 
Le possibilità offerte però sono decisamente maggiori di una combinazione di sole tre voci, in quanto i confronti chiamano in causa tante opzioni, pescando dal repertorio mosse di Soul Calibur. Primeggiare in questa fase pertanto non è dettato dalla casualità, quanto invece dall’ effettuare la mossa giusta o saper rispondere con la contromossa giusta sulla base delle peculiarità tipiche dell’avversario. Un’idea apparentemente superficiale, forse per chi associa la difficoltà nei picchiaduro ad una semplice complessità di esecuzione manuale, ma che richiede invece un approccio ragionato e cerebrale non meno importante invece.
Tutto ciò riservando anche un pizzico di spettacolarità per risultare accattivante al pubblico e-sport (ma anche ai giocatori stessi), in quanto in questo momento si attiva un rallentatore che conferisce grande effetto scenico all’esito del confronto.

Soul Calibur VI, insomma, si prospetta come un titolo solido, aperto ai giocatori che ancora non conoscono bene la serie o vogliono provarla da zero, ma anche modellato per rispondere a diverse esigenze dei suoi fan più accaniti. Appuntamento quindi al 18 Ottobre per l’uscita del gioco e quanto prima possibile anche per la recensione completa sulle pagine di Game-Experience.

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