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Live A Live – Recensione

Una perla dell’epoca Super Nintendo rimasta confinata per quasi trent’anni nel Sol levante risplende ora in tutto il mondo su Switch. Molti anni prima del fenomeno Octopath Traveller, Live A Live racconta otto personaggi attraverso otto storie ambientate in altrettante epoche differenti, dalla preistoria fino al futuro passando per i giorni nostri, il tutto in una deliziosa veste grafica in HD-2D. Prodotto da Takashi Tokita (Chrono Trigger, FINAL FANTASY IV) Live A Live è finalmente sbarcato in Occidente. Sarà in grado di stupire ancora oggi a distanza di tutti questi anni?

La macchina del tempo

Live A Live

Pubblicato nel 1994 per Super Nintendo, Live A Live rappresentò un’alternativa originale alla mole di JRPG che in quell’epoca affollava gli scaffali dei negozi di videogames nipponici. Prodotto nientemeno che da Square, Live A Live riuscì a riscuotere notevole successo in patria, senza però convincere i dirigenti di Nintendo ad investire per portare il gioco anche oltre oceano. Rimasto per anni intrappolato nei confini dettati dalle barriere linguistiche, Live A Live si aggiunse alla lista chilometrica di giochi inediti in Occidente, fino al 2022. Square ha infatti deciso di realizzare un remake del titolo co-editato con Nintendo portandolo per la prima volta in America e in Europa. Dove? Su Switch naturalmente.

Historia, divisione di Square che si è occupata di questo remake, ha scelto il tormentone HD-2D per ricalcare le atmosfere dell’originale donando però comunque nuova verve al titolo, una mossa che ci è parsa fin da subito più che azzeccata e di cui parleremo in maniera approfondita in un paragrafo dedicato. Live A Live racconta otto storie con protagonisti eroi di ogni tipo, ciascuna delle quali ha un set up e una collocazione cronologica completamente differente. Le otto storyline sono totalmente sconnesse (almeno all’apparenza) fra loro e possono essere giocate in qualsiasi ordine. Oltre a ciò, ciascuna avventura, pur partendo da una fondamenta tipicamente JRPG a turni, possiede una particolare influenza di un genere videoludico estraneo a quello comune a Final Fantasy, Dragon Quest e soci.

Crossover videoludico

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Live A Live costituisce un ottimo esperimento alchemico di generi completamente slegati fra loro. Se l’esplorazione è la stessa dei classici del genere, dagli sprites dei personaggi alla visuale a volo d’uccello tipica di quell’epoca, ogni capitolo di Live A Live si arricchisce di una funzione speciale esclusiva di quella storyline, che renderà unica l’esperienza di gioco. Ad esempio, la storia ambientata nel Giappone in epoca Edo vede protagonista uno shinobi con l’obbiettivo di introdursi nel castello della famiglia rivale e liberare un ostaggio. Qui sarà possibile rendersi invisibili ai nemici, con la possibilità di completare il capitolo senza uccidere altri esseri umani, in un curioso quanto originale mix fra JRPG e stealth. L’ingrediente principale del gameplay di Live A Live che accomuna tutte le storie rimane comunque quello dei combattimenti a turni, con un pizzico di dinamismo in più dato dalla possibilità di spostarsi all’interno di una scacchiera, pur senza la componente strategica di un Fire Emblem a caso.

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Non mancano capitoli in grado di strappare qualche risata più che offrire un’esperienza ludica memorabile, come nel caso di quello ambientato in epoca preistorica, con degli irriverenti cavernicoli sprovvisti della capacità di parola. Altri puntano invece ad un’esperienza simil-cinematografica, come nel caso del capitolo ambientato nel far west oppure di quello futuristico fortemente ispirato al capolavoro di Ridley Scott Alien. Tornando alla parte prettamente ludica, è da segnalare la storia ambientata ai giorni nostri: un interessante connubio fra JRPG e picchiaduro 2D, con tanto di selezione del personaggio in perfetto stile Street Fighter.

Il tenore delle vicende narrate di Live A Live cambia radicalmente di storia a storia, tra momenti epici caratteristici del genere ad altri più divertenti o addirittura di pura tensione. Completando tutte le otto trame presenti nel gioco scoprirete che esiste anche un fil rouge che le accomuna, sul quale però preferiamo sorvolare onde evitare di rovinarvi la sorpresa.

Live A Live 30 anni dopo

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Impossibile non pensare quindi a titoli più recenti come Octopath Traveler, di cui Live A Live sembra essere il padre spirituale. A differenza dell’ottimo JRPG uscito per Switch prima e PC e Xbox poi, Live A Live mostrava però soltanto una bozza dell’idea sviluppata soltanto anni dopo. Ad esempio, le otto storie presenti hanno una durata tutto sommato breve, all’incirca un paio d’ore ciascuna o poco più. Non aspettatevi dunque una longevità corposa in linea coi dettami del genere JRPG in grado di trattenere per parecchio tempo: vi basterà infatti una decina di ore per completare tutte le storyline. Nemmeno la difficoltà aiuta sotto questo punto di vista, trattandosi perlopiù di spezzoni di gameplay che non necessitano di sessioni di farming considerevoli.

I ragazzi di Historia hanno cercato di svecchiare il titolo mantenendo il più possibile lo spirito 16-bit dell’originale. Gli sprites rivisitati e ridefiniti splendono su Switch anche grazie alle stupende animazioni ed ai stupendi fondali tridimensionali che adornano le otto location del gioco. Oltre ai dialoghi finalmente tradotti nelle principali lingue europee (italiano compreso), il remake per Switch di Live A Live si completa anche del doppiaggio in inglese.

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Matteo Marchetti

Matteo Marchetti

Musicista e videogiocatore incallito. Quando non è impegnato a produrre suoni orripilanti con il suo basso, lo troverete di certo a pigiare tasti sul pad per salvare un'altra principessa o per distruggere l'ennesimo boss.

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