La Capcom odierna si sta approcciando alla serie di Resident Evil ascoltando entrambe le voci della sua fanbase. Chi da un lato voleva qualche novità ha potuto trovare aspetti differenti (la visuale in prima persona) o persino sperimentali (il supporto alla realtà virtuale) in Resident Evil VII. Per chi invece vuole un survival horror in terza persona, ecco giungere questo rifacimento del secondo capitolo, il quale è apparso decisamente solido stando a quanto mostrato all’E3.

Uno dei punti importanti nel rifare un gioco già esistente consiste nell’aggiungere o meno del materiale nuovo e come farlo. Un passaggio difficile e delicato quanto camminare su di una corda, perché può portare qualcosa di compatibile con l’originale, oppure al prendersi delle libertà totalmente fuori luogo. Il pensiero va a Lisa Trevor e al suo rifugio catacomba  in Resident Evil 1 Remake, oppure l’infame scena  di Solid Snake che schiva un missile correndoci sopra in Metal Gear Solid The Twin Snakes. Ma appunto, proprio il fatto che il primo RE rientri tra gli esempi positivi dovrebbe rassicurare sul taglio impiegato da Capcom per questo rifacimento.

Dal materiale mostrato dall’E3 appare lampante che la sceneggiatura è stata ampliata. La demo verteva sul pezzo più emblematico, quel del famoso commissariato di polizia, il quale seppure sia inalterato sul piano architettonico, appare arricchito su quello registico.
Leon si trova nel mezzo di scene orrorifiche che non apparivano nell’originale per PSX, aggiungendo figure che si affiancano altre già conosciute. Nuove linee di dialogo sono state aggiunte e permettono di rappresentare al meglio una serie di situazioni tipiche da film a tema zombie, oltre che approfondire alcuni personaggi che prima si limitavano a consegnare una chiave o una tessera magnetica e fornire brevi spiegazioni in scambi fugaci.
Per aumentare ulteriormente la tensione infatti Capcom ha voluto presentare già ora una sequenza in cui Leon si lancia al salvataggio di un collega in circostanze che ci si può limitare a definire “complicate” per non fare anticipazioni sgradite. Anche i dialoghi con Marvin ora sono più lunghi e aiutano a tratteggiare la caratterizzazione dell’agente in modo forse non originale, ma già più consistente, sottolineando come l’assedio zombie sia stato complicato da gestire anche per un poliziotto esperto, portandolo ad essere particolarmente timoroso nei confronti di Leon, al quale manca persino la pratica in circostanze normali (il famoso novellino al suo primo giorno di servizio).

Tecnicamente il motore grafico è ricco di dettagli, anche grazie al RE Engine che ha già dimostrato la sua qualità nel gestire la cosmesi del settimo capitolo ufficiale. In particolare il salto sottolineato da questo rifacimento è proprio nel grande numero di piccole cose, che vanno a stratificare il degrado di un luogo pubblico, quando questo viene travolto dal cataclisma ben noto agli amanti del filone “zombesco”.
Adesso lungo i corridoi del commissariato sono presenti numerose macchie di sangue sul pavimento e sulle pareti, le quali mostrano come la tragedia sia esplosa in modo diffuso anche tra le mura di quello che dovrebbe essere il luogo più sicuro di un’intera città. Numerose carte sono sparpagliate per terra, gli scatoloni si affollano negli angoli, mostrando come la fisionomia di un ufficio sia stata trasformata dall’esigenza di creare un rifugio, in una porzione sempre maggiore di spazi prima deputati ad altre mansioni. Tanto per fornire alcuni esempi.
Quante serie o film hanno mostrato tramite l’espediente del flashback un prima e un dopo l’invasione zombie, proprio per fare capire quanto ciò stravolga e distrugga luoghi normali. Nel rifacimento di Resident Evil 2 questo processo di decadimento del commissariato di polizia è tangibile proprio grazie alle numerose aggiunte apportate sul piano grafico, andando a rafforzare la suggestiva potenza macabra dell’ambientazione anche grazie a delle tracce audio molto simili a quelle originali, che ben creavano un senso di inquietudine asfissiante, dove persino l’esplorazione di un corridoio vuoto tendeva i nervi a fior di pelle.
Il progetto sembra quindi essere sviluppato su basi solide, ampliando un’ottima formula con i mezzi tecnici moderni, a tutto vantaggio dell’effetto orrorifico. Appuntamento quindi per Febbraio del 2019 con l’uscita del gioco.

Commenti