Dopo la fugace ma soddisfacente prova fatta lo scorso mese della versione semi definitiva, dov’è stato possibile constatare le migliorie apportate al gioco grazie ai numerosi feedback ricevuti dagli utenti della prima demo, abbiamo potuto finalmente goderci qualche ora di “intimità” in compagnia di Daemon X Machina così come lo vedrete prossimo 13 Settembre, giorno in cui sarà disponibile in tutti negozi. Senza dilungarci troppo sulla trama, per la quale sicuramente approfondiremo al meglio la tematica nella recensione completa, racconteremo invece in questa anteprima le nostre impressioni a caldo sulle primissime fasi di gioco, concentrandoci su ciò che ci ha impressionati e cosa invece ancora non ci convince sul fronte ludico e su quello prettamente tecnico del nuovo titolo di Marvelous.

Dopo un breve filmato introduttivo, dove ci viene mostrato un pianeta parzialmente devastato a causa del distaccamento di una porzione di Luna, Daemon X Machina ci catapulta subito verso la creazione del nostro personaggio. L’editor, molto dettagliato, consente di modificare l’aspetto del nostro Outer, scegliendo fra diverse opzioni e infinite cromie. Una vola definito l’aspetto del nostro impavido pilota, Four, l’intelligenza artificiale a supporto dei piloti di Arsenal, ci guiderà attraverso l’HUB centrale di Daemon X Machina, luogo dove hanno sede i preparativi pre-missioni. All’interno dell’HUB, è possibile infatti avere una panoramica completa delle attività svolgibili nel gioco, come per esempio l’officina di potenziamento e modifica dell’Arsenal, il computer per poter visionare e accettare le missioni, il negozio dove spendere i crediti raccolti e altre zone che verranno sbloccate solo avanzando con la storia. Esplorato a dovere l’HUB ci siamo quindi gettati nella mischia cimentandoci nella prima missione. Qui balza subito all’occhio lo stile artistico adottato per il gioco, già apprezzato anche nelle versioni dimostrative precedenti e nelle immagini diffuse sinora. In primo luogo, il design e la caratterizzazione dei vari Outer sembrano provenire direttamente da uno Shonen Anime giapponese, scelta che da un tocco più “cool” e jappo-oriented al gioco Marvelous. L’altro aspetto visivo che colpisce è inoltre la vasta gamma di colori decisamente sgargianti e lo stile grafico simil-cell shading adottati per questo gioco, che si discostano nettamente dal grigiore tipico della serie Armored Core, prequel “spirituale” di Daemon X Machina. Gli scenari e i Mecha di questo gioco sono infatti uno spettacolo per gli occhi, reso ancor più godibile dagli effetti speciali delle armi e dei poteri degli Arsenal, altrettanto variopinti e visibilmente appaganti. Nonostante alcune imperfezioni nelle texture e nei modelli poligonali di alcuni elementi dei fondali piuttosto blandi, Daemon X Machina riesce comunque a fare la sua porca figura a considerando l’hardware di Nintendo Switch. Limitazioni che, anche sul fronte delle prestazioni, sembrano non sentirsi nemmeno in modalità handled, dove garantisce comunque una buona stabilità e resa grafica.

Le missioni introdurranno poco alla volta il background narrativo del gioco, fornendoci dettagli su quanto accaduto al genere Umano. Gli obbiettivi sono piuttosto chiari e immediati. In ciascuna missione ci troveremo infatti a pilotare il nostro Arsenal in compagnia di altri Outer a caccia di alcune IA ostili che stanno seminando il panico per il Pianeta. I comandi dell’Arsenal sono piuttosto intuitivi e reattivi, sia a terra che in aria. Basterà infatti premere il tasto del salto per librarci in aria e svolazzare per i cieli del pianeta, vero campo di battaglia di Daemon X Machina. Non solo, sarà inoltre possibile uscire dal proprio Arsenal per combattere “da uomo a uomo” con il nostro Outer. Presente anche la componente looting, che vi permetterà durante le missioni di frugare fra le carcasse dei Mecha abbattuti per raccogliere nuovo armamentario e componenti. Se il gameplay si riconferma quindi stimolante e ispirato, rimangono ancora dubbi sulla poca chiarezza di ciò che accade sullo schermo in alcune fasi concitate di gioco. L’azione risulta infatti essere talvolta troppo frenetica e confusionaria a causa dei continui spostamenti a 360° e della velocità di movimento di alcuni nemici. In aggiunta a ciò, è davvero ostico riuscire a destreggiarsi tenendo d’occhio tutti gli indicatori e le icone sparse per l’HUD, per non parlare dei dialoghi fra i vari Outer, impossibili da seguire mentre si cerca di abbattere nemici se non si vuole finire a nostra volta uccisi. L’interfaccia di gioco di Daemon X Machina potrebbe quindi spiazzare coloro che non hanno alcuna dimestichezza con i titoli a tema Mecha, fortunatamente però, il titolo offre comunque un tutorial dettagliato e progressivo per familiarizzare le nozioni basi di pilotaggio. Una volta ingranata la marcia e preso un po’ di confidenza con il proprio Arsenal, comunque, Daemon X Machina regala gioie di non poco conto. Resta da verificare l’effettiva varietà delle missioni presenti nel gioco, all’inizio un tantino ripetitive, ma che potrebbero evolversi significativamente col trascorrere del tempo. Poco ci è dato sapere sulla trama del gioco, che però sembra evidenziare qualche spunto promettente già visibile nei filmati d’intermezzo. A tutto ciò si aggiungerà la componente multiplayer online e locale, che permetterà di affrontare in coop alcune missioni del gioco realizzate appositamente per essere affrontate in compagnia di amici e/o sconosciuti.

Non ci resta quindi che invitarvi a leggere la recensione di Daemon X Machina, sempre qui sulle frequenze di Game Experience.

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